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La storia di Alberto e Antonio


La nostra scuola ha avuto l’onore di essere luogo dello spettacolo "Svegliami quando settembre finisce", che non è stato il solito spettacolo sulla legalità, ma un modo per celebrare delle persone che hanno avuto un coraggio fuori dal comune.

Scritto da Luigi Tafuro, questo progetto teatrale ci ha “sbattuto” in faccia una storia che spesso ignoriamo: quella di Alberto De Falco e Antonio Sottile, due finanzieri che hanno perso la vita per fermare il contrabbando.

Il tutto è ambientato nel settembre del 2000, caratterizzato non solo da zaini e nuovi inizi, ma segnato da una notte che ha cambiato la storia di chi combatte quotidianamente per la nostra sicurezza. 

La vera forza della performance è la voce narrante. È Eleonora, la figlia di Alberto, a guidarci. Vedere la storia attraverso i suoi occhi cambia tutto: Alberto è un papà che non fa più ritorno a casa ed Eleonora è una figlia che deve imparare a crescere senza una figura fondamentale. 

Il titolo che riprende la canzone dei Green Day diventa così un simbolo: quello del desiderio di "dormire" per non soffrire più, finché quel settembre tragico non passi.

Perché parlarne a scuola?

Parlarne a scuola ha accorciato le distanze, permettendo di sensibilizzare e far riflettere noi giovani studenti su un argomento così serio. Inoltre ha influito molto il fatto che ci fossero ragazzi sul palco, che hanno catturato la nostra attenzione, coinvolgendoci attraverso le loro voci, le immagini, le loro coreografie e le loro musiche.

Sostenere questi progetti significa offrire a noi studenti uno strumento fondamentale: l’esercizio dell’empatia. Toccare con mano queste tematiche ci fa capire che la lotta all'illegalità non è un compito riservato esclusivamente alle forze dell'ordine, ma un’opera di formazione che parte dai banchi di scuola. Iniziative come questa hanno il potere di renderci cittadini più consapevoli e meno disposti a voltarci dall'altra parte.

Il contrabbando e l'illegalità sembrano questioni da film o da "altri tempi", ma lo spettacolo ci ha ricordato che la giustizia va allenata ogni giorno, specialmente da noi ragazzi, che rappresentiamo il futuro.


Aurora Zurlo 4E



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