Olimpiadi 2026 - il caso di Ilia Malinin
- Giulia D'Amico
- 7 giorni fa
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Aggiornamento: 14 ore fa
Ansia, pressione e adrenalina: sembrano le emozioni che noi studenti proviamo prima del compito di Matematica o dell’interrogazione di Storia, ma non siamo gli unici a soffrirne. Ad esempio, in questo periodo si stanno svolgendo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ed una notizia ha catturato immediatamente la mia attenzione: il caso di Ilia Malinin.
Ilia è un pattinatore artistico su ghiaccio, di nazionalità statunitense. È stato il vincitore dei campionati mondiali juniores di pattinaggio di figura del 2022 e, a novembre 2022, ha conquistato il record di maggior punteggio a livello juniores, ottenendo una serie di ulteriori traguardi e riconoscimenti. Potremmo considerarlo un atleta modello, una figura invidiabile, apparentemente perfetto, ma anch’egli nasconde delle debolezze.
Infatti, durante queste competizioni, il ragazzo ha subito un crollo, sia fisico sia mentale, che lo ha portato ad allontanarsi dal primo posto.
Ora il suo nome è su ogni titolo di giornale: “La caduta del “dio” Ilia Malinin” dicono, dando quasi per scontato che Malinin non fosse un essere umano. Il crollo del pattinatore non è solo dovuto ad un errore tecnico e non comporta solo la perdita di una medaglia, ma implica uno scontro emotivo contro aspettative familiari e sociali davvero opprimenti.
Proprio prima di mettermi nella posizione di partenza, tutti i momenti traumatici della mia vita hanno iniziato a inondarmi la testa. Esperienze negative che mi sono piombate addosso. Non sono riuscito a gestirle.
Questa confessione trasforma l'errore tecnico in un manifesto della fragilità attuale. Ci ricorda che il successo, per quanto straordinario, non è uno scudo contro il dolore o i traumi passati.
La storia di Ilia, in fondo, è il nostro pane quotidiano. È la paura di fallire davanti ai professori, il peso di non deludere i genitori e la sensazione di essere valutati solo per un numero su un registro o, in questo caso, per una posizione in classifica. Forse dovremmo smettere di cercare dei supereroi, perché rialzarsi dopo una caduta, mentre tutto il mondo ti osserva, richiede un coraggio che nessuna medaglia d'oro potrà mai eguagliare.
Aurora Zurlo 4E

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