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La Colonna di Sant'Oronzo: un simbolo senza tempo

Aggiornamento: 5 giorni fa


Nel centro di Ostuni, in Piazza della Libertà, si trova uno dei monumenti più importanti della città: la Colonna (o Guglia) di Sant’Oronzo. Questo monumento è stato realizzato come segno di gratitudine del popolo ostunese verso il proprio santo patrono.

Secondo la tradizione, Sant’Oronzo protesse la città dalla peste, un’epidemia che colpì duramente molte zone della Puglia. Per ringraziarlo, gli abitanti decisero di innalzare la colonna a proprie spese, come ricorda anche l’iscrizione in latino presente sul monumento: “Hospes, moles quam cernis populo debes”, cioè: “Passeggero, il monumento che vedi lo devi al popolo.”

La colonna fu costruita tra il 1756 e il 1771 dall’architetto ostunese Giuseppe Greco, utilizzando la pietra locale, detta “pietra gentile”, facile da scolpire, ma molto resistente. È un monumento in stile barocco, alto circa 19 metri e mezzo, formato da più rocchi che si restringono verso l’alto.

La struttura è riccamente decorata con putti, fregi e cartigli. Su uno dei livelli si trova una balaustra, ai cui lati sono collocate quattro statue di santi, scolpite in pietra locale e parte integrante dell’apparato decorativo. Le statue dei santi collocati ritraggono:

  • San Biagio

  • Sant’Irene

  • Sant’Agostino

  • San Gregorio Armeno

Sulla sommità della colonna si trova la statua di Sant’Oronzo, realizzata in pietra. Il santo è raffigurato come vescovo, vestito con i paramenti sacri.Tiene la mano destra alzata, in atto di benedire la città, mentre nella mano sinistra regge il Vangelo e il pastorale, simboli della sua autorità religiosa. La statua è rivolta verso la città, come segno di protezione su Ostuni.

Nel corso del tempo la Colonna di Sant’Oronzo ha subito un progressivo degrado, causato sia dagli agenti atmosferici, sia dall’inquinamento urbano.

Negli anni Novanta, a seguito delle segnalazioni di storici locali e della stampa, vennero denunciati i rischi strutturali della colonna e nel marzo 1997 furono installati i ponteggi, che permisero di effettuare un’attenta analisi ravvicinata dello stato di conservazione.

Durante le indagini emersero gravi problemi strutturali causati dall’inquinamento, dagli attacchi biologici e dalle infiltrazioni d’acqua. Per mettere in sicurezza il monumento si decise di procedere allo smontaggio dei cinque rocchi e alla discesa dei blocchi che compongono la statua di Sant’Oronzo. Successivamente si intervenne sul consolidamento del nucleo interno, tramite iniezioni di malte a base di calce.

Particolare importanza ebbe l’utilizzo di una tecnologia innovativa: la pulitura laser, applicata soprattutto ai putti e agli elementi decorativi. Il laser consentì di eliminare le croste nere senza intaccare la pietra originale, rispettando le patine storiche e i dettagli scolpiti.

Al termine dei lavori, completati in tempi rapidi, il 10 agosto 1998, la Colonna di Sant’Oronzo fu restituita alla città.

Tuttavia, si pone anche oggi il problema della protezione del monumento: il basamento della colonna non è adeguatamente protetto e, poiché nella zona transitano spesso automobili, esiste il rischio che la struttura possa essere urtata e danneggiata. 

Per noi ragazzi la Colonna di Sant’Oronzo è un punto di riferimento, un luogo che segna l’inizio delle nostre uscite. Ma se un giorno quel punto di riferimento venisse a mancare, cosa cambierebbe nel nostro modo di vivere la città?


Daniele Di Matteo 3D

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