VIVERE CON CURIOSITA’
- Giulia D'Amico
- 23 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Intervista all’ingegnere Nicola Melpignano
Il giorno 11 maggio 2026 abbiamo avuto il piacere di intervistare l’ingegnere Nicola Melpignano, noto imprenditore pugliese e fondatore di aziende come Bioform, New Wind e Mecprod e della start up Green Polyols, che è stato presidente della sezione fornitura aziendale di Confindustria Brindisi e presidente della Provincia di Brindisi.
Proveniente da una famiglia di lavoratori, studente turbolento, fin da subito si mette in gioco facendo lo stagista. Si laurea come ingegnere a Bari, discutendo una tesi in Urbanistica sul centro storico di Ostuni e sul suo restauro. Da una prima attività di collaborazione volontaria con l’università, ha avviato uno studio professionale e ha fondato più aziende.
Il suo percorso professionale è stato segnato da sfide importanti, a partire dalle origini umili. Provenire da una famiglia di semplici lavoratori ha significato doversi costruire una carriera da zero, affidandosi solo al proprio talento e alla propria determinazione: un cammino non privo di sacrifici, come la scelta, in seguito, di ridimensionare i ritmi lavorativi per mettere al primo posto gli affetti e la crescita dei figli.
I consigli ai giovani: oltre lo studio, la curiosità
Ai giovani l’ingegnere rivolge un invito chiaro: “Non studiare tanto per studiare”. Il suo consiglio è semplice, ma fondamentale: studiare con costanza e non perdere mai la curiosità. È proprio questa, secondo lui, la chiave che permette di crescere e di lavorare con passione. Sicuramente lo studio è importante, può contare tutto, ma bisogna anche saper improvvisare e saper gestire le situazioni, saper ragionare, imporsi degli schemi mentali da tradurre poi in azioni concrete.
Per lui, essere un ingegnere e cittadino del mondo significa lasciarsi guidare dalla curiosità di comprendere l’evoluzione delle cose ed esplorare ogni ambito della ricerca. Comporta la capacità di ascoltare e interpretare le esigenze delle persone in ogni angolo del globo, partendo dalle origini storiche, per poi tradurle in soluzioni concrete. Significa anche mantenere una profonda consapevolezza dell'impatto reale di ogni singolo progetto, unendo alla visione d'insieme una rigorosa consapevolezza tecnica, calcolo dopo calcolo. Da un punto di vista etico, l'ingegnere deve sempre farsi custode dell’ambiente, rispettando il territorio e, soprattutto, il lavoro altrui.
Le sfide del futuro e della tecnologia
Un errore che noi giovani commettiamo spesso nella scelta del percorso di studi è inseguire i soldi, il prestigio, piuttosto che ciò che ci detta il cuore. Viviamo una vita frammentata, dietro a un telefono, senza renderci conto dei dettagli e delle opportunità che ci circondano. Riguardo al futuro, ha sottolineato come sia difficile prevedere i settori di sviluppo dei prossimi anni, ma ci ha invitati a riflettere sull’impatto della tecnologia, che rappresenta allo stesso tempo un’opportunità e una sfida da affrontare con consapevolezza.
Un finale aperto sul mondo
Conclude lasciandoci una riflessione semplice, ma potente: non esiste una strada perfetta, ma esiste uno sguardo con cui affrontarla. E forse essere un ingegnere del mondo significa proprio questo: continuare a osservare, imparare e restare curiosi, sempre.
Questa non è stata solo un’intervista, ma un incontro capace di lasciare un segno, un momento di confronto con una persona autentica, disponibile e profondamente legata al suo lavoro e alla vita che lo circonda. Attraverso i suoi racconti e il suo modo di vedere il mondo, ci ha trasmesso passione, curiosità e voglia di guardare oltre le cose come appaiono.
Per un attimo siamo entrati nel suo mondo: il suo ufficio, le sue idee, la sua quotidianità. Un mondo semplice solo in apparenza, ma ricco di entusiasmo e significato, che ci ha fatto riflettere su quanto sia importante vivere lavorando con amore e curiosità.
Giulia Maria D’Amico 4E
Francesca Pia Vivo 4E


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